Il mondo occidentale invecchia progressivamente. In Italia l’età media della popolazione è passata da 42,5 anni nel 2008 a 44,7 nel 2018 , due anni e due mesi in più nell’arco di 10 anni ! L’aspettativa di vita è aumentata in modo considerevole in tutta Europa, un “Baby Boomer” nato nel 1955 ha – statisticamente – un’aspettativa di vita di 67 anni se uomo e di 72 se donna. Un “Millenial” nato nel 1995 ha un’aspettativa di vita di 75 anni se uomo e di 80 se donna. La parola “vecchio” assume un significato diverso e , soprattutto, un collocamento cronologico diverso. Anti Ageing può essere considerata un’attività con una doppio obiettivo : il primo è quello di trovare, ed utilizzare, tutti i mezzi efficaci nel contrastare i cambiamenti dovuti all’avanzare dell’età, il secondo è il tentativo di rallentare il processo di invecchiamento dal punto di vista fisiologico.
Il mondo nevrotico nel quale viviamo non accetta questa trasformazione fisiologica naturale soprattutto dal punto di vista estetico, ma vi è anche un risvolto sociologico che evidenzia un profondo conflitto generazionale.
In questo contesto la disperata ricerca di “rimanere giovani” è diventato un business di proporzioni colossali. Il Global Wellness Institute ha pubblicato nel dicembre 2021 un report sul valore globale dell’economia del benessere[1].
Si stima che la cosiddetta Wellness Economy valga 4, 4 trilioni di dollari. Di questa cifra, che di per sé è difficilmente quantificabile in termini pratici per l’uomo della strada , circa 950 miliardi ( un valore quasi uguale al Prodotto Interno Lordo dei Paesi Bassi ) sono prodotti dal comparto estetico e cura della persona e circa altrettanti ( circa 940 miliardi) dal comparto nutrizione, supplementazione e perdita di peso!
Non c’è niente di male nell’utilizzare prodotti cosmetici anti invecchiamento (Anti Ageing appunto) ma la cosa importante è non fermarsi all’aspetto esteriore. Il corpo umano non è fatto solamente di derma che con il passare degli anni perde la sua elasticità e crea quegli inestetici solchi profondi che si chiamano rughe.
Nel 2002 l’OMS ( L’Organizzazione Mondiale della Sanità ) ha pubblicato un documento[2] definendo l’invecchiamento attivo ( Active Ageing appunto ) come “ il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. Questo approccio permette agli individui di realizzare il proprio benessere fisico, sociale e mentale attraverso il corso della vita e partecipare personalmente a una società che da parte sua fornisce adeguata protezione e cura.
La parola “attivo” non si riferisce solo all’essere fisicamente efficienti ma anche al continuare a partecipare alla vita economica, culturale e civica della comunità.
Le persone che hanno raggiunto i cinquant’anni dovrebbero diventare consapevoli che il processo di invecchiamento è irrimediabilmente cominciato , ma che ci sono degli strumenti molto efficaci che se usati con coscienza e perseveranza li aiuteranno a contrastare questo processo con l’intento di prepararsi per vivere il proprio futuro in modo più gratificante e dinamico, e il più potente di questi strumenti è l’attività fisica.
[1] Global Wellness Institute , The Global Wellness Economy :Looking Beyond COVID issued Dec. 2021
[2] World Health Organization , Active Ageing – A Policy Framework